Un film che celebra il senso della meraviglia infantile
L'ALBERO DI MOLTO LONTANO
110 min | Fantasy, family | Francia, Regno Unito
Norba Conversano
Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Ben Gregor
Attori
Andrew Garfield Claire Foy Rebecca Ferguson Nonso Anozie Nicola Coughlan
Genere
Fantasy, family
Durata
110 min.
Nazione
Francia, Regno Unito
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
Dopo che mamma Polly si è licenziata per motivi etici dal lavoro d'ingegnere, una famiglia di Londra rimane senza sostentamento, visto che papà Tim ha scelto di restare a casa con i figli, gli ancora piccoli Fran e Joe e l'adolescente Beth. Dipendenti da smartphone e giochi online, i tre ragazzi non prendono affatto bene la decisione di Tim e Polly di trasferirsi in campagna per cambiare vita e mantenersi coltivando pomodori. Dopo l'iniziale shock, sarà la silenziosa Fran a convincere il fratello e la sorella ad affezionarsi alla vita nei boschi, grazie alla scoperta di un mondo di buffe creature fatate che popola l'albero di molto lontano.
Lo sceneggiatore di Paddington 2 e Wonka, Simon Farnaby, adatta uno dei capisaldi della letteratura d'infanzia inglese, "L'albero di molto lontano", serie ideata e scritta tra gli anni '30 e '50 dalla popolarissima scrittrice Enid Blyton.
Il riferimento alle avventure dell'orsetto gentile Paddington e alle invenzioni dell'ultima trasposizione del capolavoro di Roald Dahl non è casuale, perché il film di Ben Gregor presenta aspetti decisamente simili: un'operazione pensata espressamente per l'infanzia, arricchita però da tocchi d'ironia glamour, estetica vintage e star anglo-americane che stanno simpaticamente al gioco (qui Claire Foy e Andrew Garfield nei ruoli di mamma e papà).
Note
Con il suo universo magico nel cuore di una foresta incontaminata, L'albero di molto lontano presenta il consueto topos dell'ingresso in un mondo parallelo visibile solo alla fantasia dei bambini. Per lo spettatore di oggi il rimando è a film come Un ponte per Terabithia, o addirittura Il mio vicino Totoro (citato espressamente nel momento in cui Fran porta per la prima volta il fratello e la sorella nella foresta), ma in realtà è proprio l'opera della Blyton ad aver fatto da modello consapevole o meno di questi riferimenti: di conseguenza, L'albero di molto lontano, che prende spunto da vari libri della serie, è un omaggio a un modo ormai lontano di rappresentare e intendere l'infanzia, affrontato con l'inevitabile nostalgia e ironia di uno sguardo contemporaneo.
Gregor e Farnaby adattano infatti alla cultura dei giorni nostri il senso della meraviglia infantile celebrato dai libri della Blyton. Nel film il mondo digitale è il vero nemico; il ritorno alla campagna è un'utopia un po' ridicola (qualcuno ricorderà un analogo episodio dei Simpson, in cui, però, l'assurdo prendeva il posto che qui è della fiaba); la vita dentro l'albero, con personaggi buffi come la fata Stellina, il burbero Faccia di luna, l'esasperato Uomo pentola, l'isterico Folletto Marrabbio, l'estenuante Madama Lavotuttoetutti, il debosciato signor Comemichiamo, è segnata da comportamenti, tic e fobie molto contemporanei.