Il film è liberamente ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia

La prima data utile per questo evento è Gio 01 Ottobre

LA CITTÀ DEI VIVI

LA CITTÀ DEI VIVI

104 min | Drammatico | Italia

Norba Conversano
Sala 1 19:30

Biglietto € 7,00, ridotto €5,50

Sala 1 21:30

Biglietto € 7,00, ridotto €5,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Edoardo Gabbriellini

Attori

Valerio Mastandrea Emanuele Maria Di Stefano Gaia Merlonghi Simona Senzacqua. «continua Roberta Mattei Michele Valerio Legrottaglie

Genere

Drammatico

Durata

104 min.

Nazione

Italia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

In una Roma di periferia, Luca ha ventitré anni ma è ancora alle prese con la scuola serale per prendere il diploma, oltre ad aiutare il padre accompagnandolo sul furgone con cui lavora. Tra la ricerca di un impiego più solido e la reticenza allo studio, il giovane non ha ancora chiaro cosa fare della sua vita anche se pianifica il futuro con la fidanzata Marta Gaia, che è di casa nell'appartamento in cui Luca vive con i genitori. Bisognoso di soldi, una nuova conoscenza lo introduce a un giro di feste altolocate che sembrano promettere guadagno con poco sforzo, ma le circostanze trasformeranno la storia in insensata tragedia.

Un delitto atroce che aveva fatto scalpore nel 2016 riaffiora nella quinta opera di Edoardo Gabbriellini, attore poi diventato regista che qui adatta l'omonimo romanzo-inchiesta di Nicola Lagioia.

Note

Il tipo di adattamento è forse inaspettato per chi conosce la vicenda, ma attraverso le ottime interpretazioni di Mastandrea e del protagonista Emanuele Maria Di Stefano trova un suo spazio originale.

Se Lagioia, nei suoi vari punti di contatto con l'omicidio di Luca Varani (reportage, romanzo, podcast e ora soggetto del film) parla a un certo punto di una "malvagità dei luoghi", Gabbriellini fa di tutto per esorcizzarla, per opporre invece una semplicità limpida e comprensibile alle parti di quella vicenda che più sono assurde e oscene. Con pudore danza attorno alla violenza, e si direbbe quasi che la riempie di vuoti: quelle inquadrature di stanze senza persone - nelle case dove si è cresciuti, dove si sogna di abitare, e perfino dove si spargerà del sangue - o in quegli autobus che attraversano Roma e sono belli perché non c'è mai nessuno, e in quei bicchieri che ritornano spesso e "sono fatti per rompersi".

Così facendo prende in esame soltanto Luca e il suo universo affettivo, il rapporto schietto con i genitori e quello fisiologicamente appena più complicato con la fidanzata (li vediamo lasciarsi brevemente e poi tornare subito insieme e immaginare un nido domestico sotto un cavalcavia romano). Le contemporanee traiettorie dei due ragazzi che si macchieranno del delitto, e la casualità crudele che li porta non solo a incrociare il cammino di Luca ma anche quello reciproco, sono relegate al fuoricampo se non per qualche piccolo accenno.


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