Una prova significativa e apprezzabile di sguardo femminile

COUTURE

COUTURE

106 min | Drammatico | Francia, USA

Norba Conversano
Sala 3 17:30

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Sala 3 19:30

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Sala 3 21:30

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Alice Winocour

Attori

Angelina Jolie Anyier Anei Louis Garrel Ella Rumpf. «continua Vincent Lindon Garance Marillier Finnegan Oldfield Miglen Mirtchev Grégoire Colin Aurore Clément Sofia Lesaffre Joana Preiss Nicolas Avinée Axel Granberger François Philippi Laëtitia Clément Pascal Reneric Thomas Alden Guillaume Marbeck Simon Jacquet Doug Rand Sean Gullette Suzy Menkes Victor Chakravarty

Genere

Drammatico

Durata

106 min.

Nazione

Francia, USA

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Angelina Jolie è Maxine Walker, regista americana neodivorziata, proveniente dal cinema di genere e alle prese per la prima volta con un lavoro per il settore della moda, ma anche con un'inaspettata diagnosi medica che la costringe a riconsiderare ogni scelta; Anyier Anei è Ada, una giovanissima modella nata in Sud Sudan e cresciuta in Kenia, scappata dalla guerra, che si ritrova a Parigi di nascosto dal padre, senza aver mai camminato sui tacchi, per l'occasione che potrebbe cambiarla la vita; Ella Rumpf, infine, è Angèle, truccatrice esperta, sempre di corsa tra un set fotografico e l'altro, col sogno di pubblicare un giorno le cose che scrive nel pochissimo tempo libero.

Tre attrici, tre personaggi, tre donne, riunite nell'unità di tempo e di luogo di una Fashion Week parigina. Un'altra donna le guarda da dietro l'obiettivo della camera, Alice Winocour, che si è fatta conoscere grazie alla sceneggiatura di Mustang e firma con Couture il suo quinto lungometraggio da regista.

Note

C'è una forte intenzione programmatica rispetto all'oggetto/soggetto del film, e cioè l'universo femminile osservato in alcuni suoi pianeti, distanti tra loro ma collegati in un'ideale galassia di genere, che pesa in parte sull'esito finale del film, il quale sembra correre ai ripari, per cautelarsi dall'accusa di separatismo, includendo il personaggio del direttore della fotografia interpretato da Garrel, partner giustamente volitivo sul lavoro ma capace, nel privato, di vedere la sofferenza e di starle accanto.

C'è, però, all'opera anche una prova significativa e apprezzabile di femail gaze: un'attenzione alla modalità di esposizione del corpo, che dà significato alla scelta dell'ambientazione nel mondo delle sfilate, un entrare consapevole in scena, sullo sfondo, della vicenda autobiografica di Jolie, e un risvolto empatico e seminascosto di tutti e tre i personaggi principali, simile a quel punto invisibile dentro il quale la giovane sarta che ha appena completato il suo primo abito da sola cuce un capello per portafortuna.


Nei nostri cinema