LA TERZA ETÀ, POCO RAPPRESENTATA NEL NOSTRO CINEMA, VIVE E LOTTA CON NOI
LA GUERRA DEI NONNI
96 min | Commedia | Italia
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Gianluca Ansanelli
Attori
Vincenzo Salemme Max Tortora Luca Angeletti Ana Caterina Morariu Bianca Guaccero Luigi Luciano Greta Santi Fosco Luigi Cinzia Susino
Genere
Commedia
Durata
96 min.
Nazione
Italia
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
C'è un nonno tuttofare, Gerri (Vincenzo Salemme), attento e premuroso, che vive con la famiglia della figlia, aiuta in casa e cura i nipoti. Un giorno arriva a sorpresa, dopo anni vissuti all'estero, l'altro nonno, Tom (Max Tortora). Tra i due, neanche troppo anziani, si instaura una competizione, per chi riuscirà a stare di più nelle grazie dei nipoti, che li porta a sfidarsi in tutto e per tutto.
Un film per famiglie pensato esplicitamente per il pubblico dei più piccoli accompagnati che trova nell'interpretazione 'competitiva' di Vincenzo Salemme e Max Tortora una delle ragioni di essere.
Note
La guerra dei nonni è una di quelle commedie che si basa principalmente sull'alchimia che si crea tra la coppia di interpreti che qui sono, per la prima volta insieme, il napoletano Vincenzo Salemme e il romano Max Tortora. La regia di Gianluca Ansanelli, già al suo quarto film (è ora su un nuovo set) oltre ad aver scritto innumerevoli sceneggiature (per Alessandro Siani per esempio), così come la sceneggiatura scritta dallo stesso regista con Tito Buffulini, si limita però alla messa in scena delle varie situazioni, più o meno comiche, senza mai portare i presupposti narrativi alle loro estreme conseguenze. Così le caratterizzazioni dei due nonni in pensione (beati loro, Salemme ha 66 anni e Max Tortora 60) sono appena accennate e mai esasperate come una certa vis comica vorrebbe. I due non sembrano il diavolo e l'acqua santa e quindi il loro approccio nella famiglia, per rubarsi e conquistarsi il favore dei nipoti, non si rivela così dissimile, se non per banali e stereotipate differenze con uno che prepara del cibo forse fin troppo sano e l'altro che consente ai nipoti di andare in un fast food.