Premio miglior attore e miglior sceneggiatura a Venezia

I FIGLI DELLA SCIMMIA

I FIGLI DELLA SCIMMIA

110 min | Melodramma | Italia

Vignola Polignano
Sala 2 19:30

Biglietto € 7,50, ridotto €6,00

Sala 2 21:30

Biglietto € 7,50, ridotto €6,00

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Tommaso Landucci

Attori

Riccardo Scamarcio Fausto Russo Alesi Andrea Aggio Luigi Diberti. «continua Lidiya Liberman Tancredi Naldini Cristina Odasso

Genere

Melodramma

Durata

110 min.

Nazione

Italia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, ed ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l'equilibrio interiore di Dario e travolgere l'intera famiglia.

Esordio nel lungometraggio di finzione di Tommaso Landucci che porta tutta la sua delicatezza e profondità nel raccontare un conflitto familiare e, soprattutto, le difficoltà genitoriali legate al mondo della disabilità.

La sceneggiatura infatti, firmata dal regista e da Damiano Femfert, che ha vinto numerosi premi tra cui il Solinas, lavora su quel particolare aspetto che può verificarsi all'interno delle famiglie, ad esempio tra un padre o una madre, allorquando si inizia a preferire un figlio all'altro, un nipote a un figlio e via discorrendo.

Note

Venezia 83, Riccardo Scamarcio vince il premio Orizzonti miglior attore per I figli della scimmia.

Prende qui forma il titolo del film, che si riferisce all'omonima fiaba di Esopo in cui si dice come le scimmie generino due figli, amano e nutrono con cura uno e odiano e trascurano l'altro. Il regista costruisce con sapienza, con il ritmo e il tono giusto che si accorda al mondo di provincia in cui il film è ambientato. A questo proposito è da sottolineare la fotografia di Guido Michelotti che cerca di restituire la grana dei film di Lee Chang-dong a cui il regista dice di essersi ispirato e a cui ha aggiunto il formato 4:3 che chiude i protagonisti all'interno della loro quotidianità.


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