AGENT OF HAPPINESS IL BHUTAN
93 min | Docufilm | Bhutan, Ungheria
Norba Conversano
Biglietto € 7,00, ridotto €5,50
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Arun Bhattarai
Attori
Il Bhutan l'unico Paese al mondo ad aver fatto della Felicità Interna Lorda un principio di governo
Genere
Docufilm
Durata
93 min.
Nazione
Bhutan, Ungheria
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
È possibile misurare la felicità? Per il governo del Bhutan, Paese incastonato tra la Cina e l'India settentrionale, evidentemente sì. I suoi funzionari hanno infatti inventato un indicatore chiamato Felicità Nazionale Lorda, in base al quale è possibile calcolare il livello di soddisfazione personale di ogni cittadino. Il quarantenne Amber è uno degli agenti incaricati di visitare porta a porta le persone per valutare quanto siano felici e parte in compagnia del collega Guna verso le zone rurali. Straniero in attesa della cittadinanza, figlio devoto che vive con la madre anziana, anche Amber, però, aspira alla felicità.
Nel loro percorso in auto e a piedi, tra colline costellate di monasteri e piccoli centri urbani, Amber e Guna, coppia un po' comica di agenti improvvisati, incontrano un anziano pastore vedovo, una ballerina transgender, un ex studente che ha scelto di vivere in campagna, un uomo, le sue tre mogli e i suoi undici figli, una ragazza segnata dal ricordo dei genitori alcolizzati, e a ciascuno di questi soggetti sottopongono un questionario composto da 148 domande. Tra queste, per dire: quante pecore hai? Possiedi un trattore? Una motozappa? Un asino? Un mulo?
Note
La serietà con cui la ballerina di città risponde all'assurdità dei quesiti, o il piacere del contadino nel parlare della sua terra senza capire un acca di ciò che gli chiedono («Un tempo in Bhutan non c'era nulla, ora ci sono case dappertutto, ma io sono più libero di esplorare»), dicono tanto dello spirito resiliente e della serietà di un popolo legato al proprio Paese, ma non per questo necessariamente felice... «È molto strano che una persona triste come me sia nata in un posto così bello», dice del resto una delle intervistate, mentre la camera coglie lo sconforto sul suo volto.
Tra l'ufficialità dell'inchiesta e l'ironia con cui è raccontata, il film implicitamente si chiede: dove sta, allora, questa benedetta felicità, se nessuna domanda di carattere pratico può aiutare a quantificarla, o anche solo definirla?
Amber, il protagonista, è anch'egli in cerca di un appagamento: a 40 anni vive ancora con la madre anziana, sogna l'amore, fissa un appuntamento con una sconosciuta, desidera la nazionalità per avere un futuro stabile e magari andarsene in Australia... Tutto questo lo racconta a Guna nel corso di divertenti conversazioni in auto o lo mostra alla macchina da presa, senza che la presenza dei due registi, Arun Bhattarai & Dorottya Zurbó (quest'ultima ungherese, da cui la coproduzione del Paese europeo), risulti mai invadente. All'inizio del film Amber taglia le unghie alla madre, la ripresa è frontale, volutamente impersonale ma capace di entrare nella soggettività delle figure in scena: e se fosse quella la felicità, qualcosa d'invisibile che solo il cinema sa mostrare?