Tratto dall’acclamato memoir autobiografico di Lidia Yuknavitch

LA CRONOLOGIA DELL'ACQUA

LA CRONOLOGIA DELL'ACQUA

128 min | Melodramma | FRANCIA, LETTONIA

Vignola Polignano
Sala 1 20:30

Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Kristen Stewart

Attori

Imogen Poots Thora Birch Jim Belushi Charlie Carrick. «continua Tom Sturridge Susannah Flood Michael Epp Earl Cave Kim Gordon Jeremy Ang Jones Anton Lytvynov Alina Lytvynova Esme Allen Hal Weaver Eleanor Hahn Tetiana Lytvynova Julienne Restall Georgie Dettmer

Genere

Melodramma

Durata

128 min.

Nazione

FRANCIA, LETTONIA

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Lidia è una bambina che cresce tra il nuoto e una famiglia in frantumi. Un padre violento e abusatore, una madre troppo fragile per proteggere lei e sua sorella. Una borsa di studio per il nuoto è la promessa di una vita migliore, ma Lidia dovrà imparare tutto da capo. Ad amare, a rapportarsi agli altri in modo non violento, a sopravvivere a un lutto grave e alle dipendenze multiple in cui finisce per gettarsi. Affamata di vita, intravede nella scrittura una forma di salvezza ed è determinata a perseguirla, anche se la figura malata di suo padre non smetterà mai di tormentarla.

È un film viscerale, carnale, appassionato e malato, The Chronology of Water di Kristen Stewart.

Un film fuori dall'ordinario che osa portare in scena una storia "scandalosa", raccontata nell'omonimo romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch, un coacervo di tematiche complesse mescolate tra loro difficile da trasporre sullo schermo. Le violenze e gli abusi in famiglia, l'incesto, i traumi infantili, la sorellanza, la sindrome di Stoccolma e quella dell'abbandono, le dipendenze, la salute mentale, il desiderio e l'indipendenza, il lutto e la sua elaborazione, la scrittura come terapia e molto altro ancora.

Note

Sarebbero bastate poche pagine a farne un film denso, il merito di Stewart è aver voluto trasporlo tutto nella sua forma frammentaria originaria, divisa in capitoli in modo tutt'altro che tradizionale. Sin dalle prime immagini rifugge infatti ogni intento didascalico, procede per flash piuttosto: un tuffo sott'acqua, del sangue, occhi in lacrime in primissimo piano. La storia da raccontare è uno specchio rotto i cui frammenti pulsano di ricordi, e «i ricordi sono storie». Storie non sempre facili, da vivere prima ancora che da trattenere nella memoria.

Un flusso di immagini ed emozioni che non teme l'indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart mostra di saper osare.

Il film è stato presentato e accolto con grande entusiasmo al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard.

Tratto dall’acclamato memoir autobiografico di Lidia Yuknavitch, edito da Nottetempo.


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