Russia, anni '90: Vadim Baranov, ex artista, diventa lo spin doctor dello

IL MAGO DEL CREMLINO - LE ORIGINI DI PUTIN

IL MAGO DEL CREMLINO - LE ORIGINI DI PUTIN

159 min | Drammatico | Francia

Norba Conversano
Sala 3 18:30

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Sala 3 21:00

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Olivier Assayas

Attori

Paul Dano Alicia Vikander Tom Sturridge Jeffrey Wright. «continua Jude Law Will Keen (II) Dan Cade Andris Keiss Anton Lytvynov

Genere

Drammatico

Durata

159 min.

Nazione

Francia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

All'inizio degli anni novanta, mentre l'Unione Sovietica si sgretola, Mosca è una città in fermento, dove all'improvviso tutto è possibile, sia per chi vuole arricchirsi che per chi è mosso da propositi più idealistici. Tra questi ultimi c'è Vadim Baranov, giovane intellettuale che ama il teatro e la comunicazione. L'incontro e poi la separazione con Ksenia, donna abile a sentire dove va il vento e a posizionarsi di conseguenza, lo convince però che non sarà l'arte ma la politica a definire la nuova era che sta arrivando. Dopo aver lavorato per la TV, viene coinvolto nella scelta di un malleabile fantoccio che possa puntellare la presidenza agli sgoccioli di Boris Eltsin: si tratta del capo dell'FSB Vladimir Putin, all'inizio riluttante ma poi affascinato dal consolidamento del potere. A garantirglielo sarà proprio Baranov, che si trasforma in superbo stratega ed eminenza grigia della nuova Russia.

Note

Avevamo lasciato Olivier Assayas con l'intimo e schivo ritratto pandemico di Hors du temps, e lo ritroviamo con uno dei suoi progetti più vasti ed ambiziosi: un adattamento del romanzo di Giuliano da Empoli che vuole tracciare una parabola della Russia contemporanea attraverso la salita al potere di Putin e il rafforzamento del suo regime.

Lavorando con attori anglosassoni in un'ampia coproduzione internazionale, Assayas legge Putin attraverso la figura - largamente fittizia ma con radici nel profilo reale di Vladislav Surkov - del suo consigliere più fidato, un visionario dalla moralità fluttuante che con distacco e modi pacati indirizza trent'anni di soprusi e angherie, dalla fine dell'era Eltsin alle campagne di disinformazione digitale, passando per la soppressione violenta delle proteste ucraine dell'Euromaidan.


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