GIN GAME di Donald L. Coburn
80 min | Grottesco | Italia
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Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Gianpiero Francese
Attori
Giuseppe Pambieri Pamela Villoresi
Genere
Grottesco
Durata
80 min.
Nazione
Italia
Tipo
Teatro
Classificazione
Per Tutti
Trama
C’è un tavolo, due sedie, un mazzo di carte. E poi c’è tutto il resto: la memoria, l’orgoglio, la fame di essere visti. Gin Game, il celebre testo di Donald L. Coburn, straordinariamente vivo per precisione emotiva e intelligenza, arriva in Puglia, dal 13 al 16 gennaio, nell’ambito delle stagioni teatrali dei Comuni di Lecce, Polignano a Mare, San Vito dei Normanni, Bitonto, in collaborazione con Puglia Culture. Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi danno forma a un duello delicatissimo e spietato tra due anime in bilico: Weller e Fonsia vivono nella stessa casa di riposo. Non hanno amici, non hanno alleati, non hanno più l’abitudine della fiducia. Quando lui si offre di insegnarle a giocare a gin, il gesto sembra aprire uno spiraglio: un rito lieve, un tempo condiviso, un modo per attraversare la solitudine con un sorriso. Ma Fonsia impara in fretta e Weller non riesce a vincere neppure una partita. Da lì, come spesso accade nelle relazioni umane, il gioco smette di essere un gioco.
Le parole diventano carte scoperte, i ricordi si trasformano in armi, l’ironia convive con una malinconia che non chiede permesso. La partita si fa competizione, poi resa dei conti: una “fiera” in cui ciascuno tenta di umiliare l’altro per non soccombere al proprio fallimento, amplificando crepe, debolezze, rimpianti. Eppure, sotto la durezza, resta la domanda più semplice e più feroce: cosa succede quando, alla fine, l’unica compagnia possibile è proprio quella che ti mette davanti a te stesso?
Note
Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1978.
Rappresentato da:
Paolo Stoppa e Franca Valeri con la regia di Giorgio de Lullo nel 1978
Paolo Ferrari e Valeria Valeri con la regia di Gianfranco Brosio nel 1990
Massimo De Francovich e Valeria Moriconi per la regia di Piero Maccarinelli nel 2002