UN RAPPORTO MADRE-FIGLIA IN TUTTA LA SUA AMOREVOLE CONFLITTUALITÀ

18 REGALI

18 REGALI

115 min | Melodramma | Italia

Vignola Polignano
Sala 4 18:30

Biglietto € 6,00 / Ridotto € 4,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Francesco Amato

Attori

Vittoria Puccini Benedetta Porcaroli Edoardo Leo Sara Lazzaro Marco Messeri Betti Pedrazzi Alessandro Giallocosta Filippo Gili Giacomo Rosselli Marta Nuti Beatrice Schiros Anna Terio Francesco Wolf Lucia Zotti

Genere

Melodramma

Durata

115 min.

Nazione

Italia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Elisa, incinta, fa un'ecografia di controllo: è una bambina, e sta bene. Ma a non stare bene è invece Elisa, che scopre di avere un tumore. Essendo una donna estremamente concreta - anche perché il marito Alessio lo è molto meno - Elisa si adopera per provvedere al futuro di quella figlia che forse non riuscirà a conoscere, arrivando al punto da preparare per lei 18 regali, uno per ogni compleanno, fino alla maggior età. Ma la figlia Anna accoglierà quei regali non tanto come un dono d'amore, quanto come una pesante eredità, o una sorta di macabro ricatto morale. Il giorno del suo 18esimo compleanno si sottrarrà al rito, andando incontro alla più incredibile delle sorti: trovarsi faccia a faccia con la madre scomparsa.

Note

Ispirato alla vera storia di Elisa Girotto raccontata dal marito Alessio Vincenzotto, che ha anche collaborato alla sceneggiatura, 18 regali si inserisce nel sottogenere di film che raccontano una scomparsa prematura seguita da una testimonianza della persona defunta dilazionata nel tempo, da My Life - Questa mia vita a P.S. I Love You - Non è mai troppo tardi per dirlo.

Francesco Amato, regista e cosceneggiatore (con Massimo Gaudioso e Davide Lantieri) fa del suo meglio per evitare le trappole del pietismo e della lacrima gratuita, e la sua mano (più) leggera cerca strade meno convenzionali e soluzioni narrative meno manipolatrici.


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